Pianoforte
Classico, Jazz e Moderno

Fu dalle sapienti mani di Bartolomeo Cristofori che nei primi anni del '700 nacque il Pianoforte. Rappresentando la "risposta moderna" al clavicembalo, tratteggiò la fisionomia e pose le basi dello strumento del quale abbiamo oggi consapevolezza, utilizzato in tutto il mondo e troneggiante nelle sale da Concerto o nelle nostre case. Cristofori, abile e noto costruttore di clavicembali, evidentemente insofferente del "pizzico" di quel dispositivo a corde non suscettibile d'espressione, ne trasformò la meccanica rendendolo capace di imitare le intonazioni e sfumature della voce umana. 

La differenza era così marcata ed il risultato tanto innovativo che non venne subito compreso ed apprezzato nei salotti bene dell'aristocrazia. Il massimo sviluppo del Pianoforte coincise con l'avvento del Romanticismo quando nacque fortissima l'esigenza di trasferire "il sentimento" in musica al pari delle altre forme d'arte, sviluppando l'attitudine ad esprimersi con la più vasta gamma di tonalità. Nel nostro Corso l'approccio allo strumento è immediato ed anche l'allievo che si accosta per la prima volta allo strumento, già dalla prima lezione appoggia le mani sul Pianoforte gratificandosi nel sentirlo "suonare". 

Lo studio non si risolve nel mero trasferimento di nozioni musicali, ma si ragiona su tematiche tecniche, interpretative e stilistiche dei brani da affrontare. In questa prospettiva diventa imprescindibile il rapporto insegnante - allievo basato sul calore umano, sulla stima reciproca e sull'affettività da costruire ed alimentare nel tempo. La lezione individuale, con cadenza settimanale, è spesso arricchita da uscite ludico - culturali che fanno parte dello scambio didattico e dialettico insegnante - allievo ed allievi tra loro, culminante spesso in bellissime amicizie. Tutti possono accostarsi allo studio del Pianoforte, in prospettiva professionale, ovvero indirizzando lo studio verso un obiettivo per la vita, o in modo più "salottiero", traendo dai tasti e gustando qualsiasi brano si abbia in mente di suonare. Da qui lo studio dei grandi autori classici o di autori contemporanei "d'intrattenimento".